Neofobia alimentare nei bambini: normale tra i 2 e i 6 anni
La paura dei cibi nuovi ha un nome, un'età e una fine. Ecco che cos'è, perché esiste e che cosa puoi fare stasera a tavola.
La neofobia alimentare è il rifiuto dei cibi che un bambino non conosce, ed è normale tra i 2 e i 6 anni. È la spiegazione che sta sotto quasi tutto il resto: perché un bambino rifiuta senza aver assaggiato, perché la ripetizione funziona e perché insistere no. Come si affronta a tavola sta nella guida su imparare a mangiare tutto; questa pagina spiega la parola. Tuo figlio non è difficile, è prudente, e questa prudenza una volta salvava vite.
Che cos'è
Neofobia vuol dire letteralmente paura del nuovo. Applicata al cibo descrive un rifiuto che arriva prima dell'assaggio: il pezzetto viene spostato a vista, a volte prima ancora che il piatto sia appoggiato. È questo il dettaglio che la distingue da tutto il resto, perché il sapore non è mai entrato in gioco.
Non è una malattia e non ha una terapia. Il termine serve proprio a separare questa fase, che riguarda quasi tutti i bambini, dalle difficoltà alimentari che invece meritano attenzione (Dovey, 2008).
Come si vede a tavola
Si riconosce dall'ordine delle cose: prima il rifiuto, poi semmai il cibo. Arriva un "non mi piace" su qualcosa che non è mai stato in bocca, oppure il piatto viene allontanato mentre lo stai ancora appoggiando.
Di solito porta con sé una richiesta di prevedibilità. Cibi che non devono toccarsi, lo stesso piatto, lo stesso ordine, il pane tagliato sempre uguale. Anche il rifiuto di un alimento accettato la settimana scorsa ma tagliato in modo diverso fa parte del quadro. Non è capriccio: è la stessa prudenza che si estende all'aspetto delle cose.
A che età compare
Nella maggior parte dei bambini inizia intorno ai 2 anni ed è più forte tra i 2 e i 6 (Dovey, 2008). Poi si riduce, in alcuni prima e in altri dopo, e negli adulti ne resta spesso un residuo.
Nei lattanti quasi non esiste. Questo spiega il copione che tanti genitori riconoscono: un bambino che da piccolo finiva ogni omogeneizzato e che verso il secondo compleanno vuole solo pasta, pane e yogurt. Non è successo niente nel mezzo. È semplicemente cominciata la fase.
Perché esiste
La spiegazione più accreditata è che la prudenza sia diventata utile proprio quando il bambino ha imparato a muoversi da solo. Un bambino che cammina e afferra può anche mettersi in bocca qualcosa che non dovrebbe. Diffidare di ciò che non si conosce, a quell'età, non è un difetto ma una protezione, e l'amaro è il segnale più chiaro, perché molte piante velenose sono amare.
A questo si aggiunge l'età in sé. Verso i 2 anni un bambino scopre che dire di no produce un effetto, e il piatto è uno dei pochi posti dove quell'effetto è immediato. Le due cose si sommano, ed è il periodo che stai attraversando.
Neofobia o selettività alimentare
Le due parole vengono usate come sinonimi e non lo sono. La neofobia riguarda i cibi nuovi, rifiutati prima dell'assaggio. La selettività riguarda anche quelli già conosciuti, che a un certo punto escono dalla lista.
La distinzione è pratica, non accademica. Contro la neofobia la risposta completa è proporre di nuovo, molte volte, con calma. Se invece il piatto si restringe nel tempo e resta ristretto, l'articolo sulla selettività alimentare descrive meglio quella situazione e dove sta il confine.
Che cosa aiuta
La ripetizione, in piccole quantità, senza pressione. Un bambino gradisce di più un sapore man mano che lo assaggia più volte, e nei bambini di 2 anni questo legame è stato misurato direttamente (Birch, 1982). In uno studio condotto a casa con genitori di bambini tra i 2 e i 6 anni, due settimane di un piccolo assaggio al giorno sono bastate perché la maggior parte iniziasse a gradire la verdura (Wardle, 2003).
In pratica sono quattro cose. Offri lo stesso alimento nuovo ogni giorno, in un pezzetto piccolo, su un piattino separato accanto al piatto. Mangia la stessa cosa e non commentare. Accetta qualsiasi esito, quindi anche annusare, leccare o lasciare lì. E vai avanti più a lungo di quanto sembri sensato: da 8 a 15 volte, a volte di più.
Che cosa la peggiora
- Insistere. Un bambino che si sente forzato associa la tensione al cibo, e quella se la ricorda più a lungo del sapore.
- Il piatto da finire. Trasforma un pezzetto nuovo in un rischio invece che in un'occasione.
- Cambiare proposta ogni sera. Ogni alimento nuovo diverso riporta la ripetizione a zero.
- Cucinare un menu a parte. Così il cibo sconosciuto non passa più, e la fase dura più del necessario.
- Parlarne molto. Più attenzione riceve quel pezzetto, più pesa.
Si può prevenire
La fase no. La neofobia fa parte dello sviluppo e passa da quasi tutti i bambini, anche da quelli che da piccoli mangiavano tutto e anche dai figli di genitori che hanno fatto ogni cosa con calma. Questa è la parte che tranquillizza: non c'è una scelta precedente che l'ha causata.
Quello su cui puoi incidere è la durata e il peso. Un bambino che in questi anni incontra spesso qualcosa di nuovo senza che ne nasca una discussione ne esce prima di uno per cui ogni piatto diventa una trattativa. Quindi continua a proporre, proprio nel periodo in cui sembra inutile.
Quando parlarne con il pediatra
Se il bambino smette di mangiare in generale, e non solo le cose nuove, la situazione è un'altra e la descrive l'articolo su il bambino non mangia.
Parlane con il pediatra se il bambino perde peso o non cresce, se mangia meno di una ventina di alimenti diversi, se mancano interi gruppi come tutta la verdura o tutta la frutta, se ha conati o va in panico davanti a un cibo nuovo, o se la preoccupazione sta diventando troppo grande per te. Quella non è più neofobia, ed esiste un aiuto.
Project Food rende visibili questi anni. Dopo cena segni che cosa è stato assaggiato, persona per persona, e ogni assaggio conta per la carta di quella pianta: argento dopo 5, oro dopo 10. In una fase in cui il piatto dice poco, un contatore che sale è spesso l'unica prova che qualcosa si muove.
Domande frequenti
Che cos'è la neofobia alimentare?
È il rifiuto dei cibi che il bambino non conosce. Neofobia vuol dire letteralmente paura del nuovo, e a tavola si riconosce da un dettaglio: il rifiuto arriva a vista, prima dell'assaggio. Non è una malattia ma una fase dello sviluppo, e riguarda quasi tutti i bambini.
A che età compare la neofobia alimentare?
Comincia nella maggior parte dei bambini intorno ai 2 anni ed è più forte tra i 2 e i 6. Nei lattanti quasi non esiste, ed è il motivo per cui un bambino che da piccolo mangiava ogni omogeneizzato può smettere di colpo verso il secondo compleanno. Non è successo niente nel mezzo: è iniziata la fase.
Quanto dura la neofobia alimentare?
Nella maggior parte dei bambini si allenta in modo evidente tra i 4 e gli 8 anni. La velocità dipende soprattutto da quanti cibi nuovi il bambino incontra con calma: dove ogni proposta diventa una trattativa la fase si allunga, dove il piatto nuovo arriva senza discussione si accorcia.
La neofobia alimentare passa da sola?
Nella grande maggioranza dei casi sì. È una fase legata all'età e si riduce man mano che il bambino cresce. Quello che puoi fare non è farla finire prima per decreto, ma renderla più leggera: proporre spesso, in piccole quantità, senza pressione e mangiando le stesse cose.
Esiste una terapia per la neofobia alimentare?
No, perché non c'è niente da trattare: è una fase, non un disturbo. Quello che funziona è la ripetizione, cioè lo stesso sapore offerto spesso e in piccole quantità. Se però ci sono perdita di peso, conati, panico davanti al piatto o un menu ridotto a pochissimi alimenti, parlane con il pediatra.
Fonti e riferimenti
- Dovey TM, Staples PA, Gibson EL, Halford JCG (2008). Food neophobia and 'picky/fussy' eating in children: a review. 10.1016/j.appet.2007.09.009
- Birch LL, Marlin DW (1982). I don't like it; I never tried it: effects of exposure on two-year-old children's food preferences. 10.1016/S0195-6663(82)80053-6
- Wardle J, Cooke LJ, Gibson EL, Sapochnik M, Sheiham A, Lawson M (2003). Increasing children's acceptance of vegetables; a randomized trial of parent-led exposure. 10.1016/S0195-6663(02)00135-6